
Continua la saga del fritto per colpa del Carnevale e continua oggi con una ricetta che fa in qualche parte della tradizione romana nonostante in realtà sia preparata un po’ ovunque in Italia: le frittelle di mele. Era un bel po’ che non le preparavo poi sono passata da lei e patapam, m’è venuta una voglia estrema che manco le donne incinte e mi sono messa all’opera rispolverando la ricetta della fidata nonna. Che peraltro è ricetta semplicissima e praticamente uguale in ogni parte d’Italia, con qualche variazione peculiare.
Nonostante sembra si debbano preparare solo a Carnevale, vi svelo un segreto di famiglia: da me si preparano anche per la Vigilia di Natale quando, almeno a pranzo, si mangiano solo fritti di tutti i tipi.
Cosa serve per 4 porzioni
150 grammi di farina (basta quella di riso per i celiaci)
15 grammi di lievito di birra
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 uovo
100 grammi di zucchero a velo
400 grammi di mele (io uso le Renette)
1 bicchierino di rhum
1/2 bicchiere di zucchero
1 litro di olio di semi
Come si fa
1. Preparare la pastella sbattendo a mano farina, tuorlo, lievito disidratato o fresco sbriciolato, zucchero, olio e pochissimo sale fin quando il composto non risulta liscio e senza grumi. Lasciar riposare per un’oretta.
2. Sbucciare le mele tutte intere quindi togliere il torsolo centrale usando l’attrezzino apposito o semplicemente un coltello appuntito che consente di scavare per bene e tagliarle a fette orizzontali. Bagnare le mele con il rhum e lo zucchero e lasciarle nella ciotola
3. Trascorsa l’ora montare l’albume a neve fermissima e aggiungerlo alla pastella in modo che non si smonti nulla quindi mettere a scaldare l’olio portandolo ad una temperatura di 170°.
4. Inzuppare delicatamente le fettine di mela nella pastella, tuffarle nell’olio e scolarle quando iniziano a dorarsi. Adagiarle su un piatto coperto di carta assorbente e spolverare con zucchero a velo. Servire tiepide.
Tempo di preparazione: 1 ora e 15 minuti circa
Risultato: soffici soffici, con la pastella croccantina che contrasta il ripieno morbido e aromatizzato. Buonissime per la merenda ma anche dopocena, a colazione, a metà mattina…
Variante: in molti casi se non si ha tempo non è necessario far riposare la pastella anche se il risultato sono frittelle meno gonfie e più secche.
Consiglio: sono buone/ottime quando sono calde MA quando si fanno fredde perdono sapore e si afflosciano. Dopo qualche ora iniziano a morire e poi fanno la muffa per via dell’umidità che si portano dietro. Inutile dire che vanno preparate e mangiate!
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