Caro ufficio stampa ti scrivo così ti smuovi un po’

ufficio stampa regole

Dopo l’opinione non richiesta dedicata alle aziende e le tante opinioni non richieste dedicate ai foodblogger (sì, sono ancora viva nonostante gli insulti! 😀 ) l’opinione non richiesta di oggi è dedicata agli uffici stampa. Al fantastico mondo degli uffici stampa e dei suoi protagonisti che (faccio parte della categoria quindi so bene di cosa sto parlando) a volte esagerano e non poco.

Solo a prima vista uffici stampa e aziende coincidono perché invece di solito, specie per quel che riguarda le grandi aziende, si preferisce affidare la gestione delle “cose della stampa e dei blog” ad agenzie esterne che diventano portavoci del marchio.

E’ un mondo strano quello degli uffici stampa: ti contattano e siccome l’hanno fatto pensano di averti fatto un piacere e che tu stia lì pronta ad assecondarli. Eh no, non funziona mica così amici (dico amici perchè alcuni di loro sono davvero amici e questa cosa gliela dico continuamente ma so’ cape toste! 😀 ) perché basterebbe seguire qualche piccola regoletta per ottenere più risultati o almeno risultati di qualità.

Ricapitoliamo cosa NON dovete (dovreste) fare, amici dell’ufficio stampa che mi state leggendo (e anche voi, foodblogger che venite contattati e che vi sentite lusingati sempre. Magari capire come funziona vi aiuta! 😀 ):

– non spedite inviti per eventi con in calce la dicitura “non è previsto rimborso spese”: a parte che è bruttissimo (pure se confezionate l’invito con stile!!) ma poi è anche molto svilente. Per voi soprattutto, mica per chi lo riceve.
– non inviate email “con preghiera di pubblicazione”: io non vi pubblicherò mai, sappiatelo. Se mi scrivete questo siete finiti, potete pure avere inventato il cioccolato dorato commestibile (che pare sia stato inventato già ma era bella come metafora!). Io non vi pubblico.
– non inviate inviti, cartelle stampa, materiale in formati allucinanti non modificabili: se mi spedite un testo che mi interessa e di cui io vorrei pure parlare ma quando vado ad aprirlo non posso editarlo o non posso manco leggerlo (non abbiamo tutti lo stesso sistema operativo, fatevene una ragione e usate un formato universale!) sapete che faccio? Butto tutto! Oppure vi scrivo e vi chiedo di mandarmi un semplice documento e se, come è capitato tempo fa, mi rispondete che è difficile, che non si può, che per politica blablabla rischiate seriamente di finire nella lista nera. Ovvero vi infilo nello spam.
– non richiamate, santa pace: se mandate una mail con tutte le indicazioni del caso e magari avete pure inserito la ricevuta di ritorno che senso ha richiamare sul cellulare? Se mi interessa pubblico pure se non richiamate altrimenti ciccia, vuol dire che non mi interessava quello che mi avete scritto e se mi richiamate oltre a spendere di telefono seriamente credo ci sia qualche problema che non dovrebbe esserci.
– non vi innervosite: inutile che quando vi dico che il tal prodotto non mi interessa dopo aver insistito per 7 mesi alla fine iniziate a risentirvi, passate in esame quello che ho scritto e iniziate a sostenere che siccome ho scritto di quella determinata cosa allora devo essere interessata pure a quello che proponete voi. Mi pare poco professionale, poco serio e n’attimino da maniaci psicodepressi, ecco.
– per piacere, siate seri: con seri intendo che dovete sapere che se mandate un comunicato alla Cuochina Sopraffina questo dovrà riguardare il cibo e non le ultime tecnologie per vedere la televisione mentre si sta a tavola!! Daje su, sono le basi…
– siate personali ovvero non trattate chi riceve il materiale come oggetto: basta semplicemente scrivere “Ciao XXX” invece di “Ciao blogger”. Esistono pure dei programmini appositi che lo fanno se per caso vi scocciate di farlo manualmente.
– rispettate chi legge: in primis se il mio indirizzo è visibile ad altre 1700 persone nella stessa email a me girano e parecchio (perché tutti lo sanno il mio indirizzo [e pure il numero di telefono se è per questo] ma che siano gli altri a darlo in giro perchè non sono accurati mi rode!) e poi se ci sono errori nei materiali che inviate, se i link non funzionano, se non si capisce una mazza di quello che c’è scritto, se le foto pesano troppo o se pesano troppo poco ecco, io mi innervosisco parecchio.
– una minima parte di blogger si fa tentare da due buste di latte, sappiatelo: se mi invitate ad un evento promettendomi in cambio “due buste di latte” o roba del genere non è che mi convinco a parlarne o a venire per avere il contentino. C’è chi lo fa ma la bravura e onestà intellettuale di un ufficio stampa si ravvisa anche nelle scelte che fa quando contatta una persona piuttosto che un’altra.

Tutti i punti di cui sopra valgono per il settore food ma in linea generale per tutti i settori (leggete qua per esempio!): l’errore capita a tutti (io ne ho commessi una valangata all’inizio e ancora oggi sbaglio ma anni di esperienza e cazziatoni sia da parte di colleghi che da parte di giornalisti e di blogger mi hanno resa molto più attenta!) ma se perseverate poi diventate noiosi, pesanti e venite cestinati a priori. Boh, pensateci visto che l’approccio è sempre la cosa che conta di più poi arriva tutto il resto.

Aziende, pensate pure voi a chi vi affidate perché l’ufficio stampa può diventare il valore aggiunto di un’azienda oppure affossarne la credibilità.

(Mi è stato chiesto perchè scrivo questi post che potrebbero farmi perdere potenziali uffici stampa e aziende interessate. Sono dell’idea che la chiarezza sia tutto e dopo anni di questo lavoro credo sia bene essere chiari e onesti con sè stessi, con chi mi contatta e con quelli che leggono che sono poi il motivo per cui continuo ad esistere!)